Un sabato assolato di settembre, tre bambini, una macchina e un pranzo al sacco, cosa manca? La destinazione!

Abbiamo anche quella: mostri giganteschi, animali in pietra, divinità,  una casa pendente e tanto verde. Dove siamo? A soli 90 km da Roma in provincia di Viterbo nel complesso monumentale del Parco dei Mostri a Bomarzo denominato anche Sacro Bosco o Villa delle Meraviglie. Progettato dall’architetto e antiquario Pirro Ligorio (realizzò anche Villa D’Este a Tivoli) su commissione del Principe Pier Francesco Orsini nel 1547, detto Vicino Orsini.

Un luogo incantato dove si fondono mondi paralleli e hai la sensazione di stare in nessun posto e ovunque. In questo parco naturale le paure dei bambini prendono forma, diventando statue di pietra spaventose e minacciose, ma stranamente, non è il timore o la referenza a farla da padrone nei loro giovani animi, bensì l’intraprendenza e la curiosità.

Durante il percorso hai la possibilità di ammirare i blocchi di basalto che prendono forma tra gli alberi e tra un soprassalto e un’espressione di stupore prendi coscienza di passeggiare attraverso un percorso sacro che ha il sapore di esoterico. I bambini rimangono tutto il tempo rapiti dall’atmosfera magica e, quelli più grandi, si sforzano di leggere e interpretare le scritte sibilline a caratteri rossi sparse qua e la sulle statue, come la Sfinge all’entrata che accoglie i visitatori “recitando” :”Tu ch(e) entri qua p(c)on mente parte a parte et dimmi poi se tante maraviglie si en fatte per incanto pur arte”.

Tra le molte meraviglie del parco dove sono andati a finire i bambini? Dritti dritti nella bocca dell’Orco! Ma no l’ orco brutto e cattivo delle favole che mangia i piccoli avventori, bensì un orco saggio e sognatore che ci  ricorda che “Ogni pensiero vola“.

Vola mamma? E dove va? Poi ritorna? Queste sono le domande che mi piacciono, mi trovo esattamente nel mio elemento, per questo motivo mi sono dilungata nella spiegazione delle più originali teorie riguardanti il “Pensiero creativo” barcamenandomi tra antiche spiritualità e moderne scoperte scientifiche fino a quando mi sono resa conto che parlavo da sola. Riprendiamo la passeggiata (scarpinata).

Avventurandoci tra il Teatro degli Obelischi, La Tartaruga e l’Orca, Ercole e Caco, Nettuno, Echidna i Leoni e la Furia veniamo trasportati nel mondo della mitologia dove gli Eroi e gli Dei con le loro imprese e le loro storie scandiscono il tempo degli uomini.

Tra la vegetazione del parco spicca un edificio inusuale, la Casa Pendente, talmente inusuale che i bambini credevano di stare a Pisa! Una costruzione davvero particolare edificata su un masso inclinato. Suscita delle sensazioni di disorientamento non tanto a vedersi, quanto ad entrarci: si avverte una sensazione di smarrimento e di squilibrio. Queste sensazioni  sono causate dalla posizione dei pavimenti e delle mura che non sono a 90°, è come se le leggi della fisica in quell’edificio non esistessero (si inganna facilmente la mente umana). Siamo usciti tutti con un senso di nausea e mal di testa, ma è un’esperienza assolutamente da rifare e da consigliare.

Il nostro viaggio nel mondo mitologico tra le gesta degli Eroi, gli animali mitologici, e le vicissitudini degli dei si è concluso allegramente nell’area pic-nic con un laudo e meritatissimo pranzo al sacco da me gentilmente offerto alla prole (4-5 panini a teste, creaturine di mamma!).

Questo posto incantato nel cuore dell’Italia a due passi da Roma, merita di essere visitato e scoperto, io ho impiegato quasi 40 anni e voi?