un racconto difficile

Un racconto difficile è una storia che fai fatica a narrare, perché ti riguarda da vicino, perché le emozioni che affronti ti mettono a nudo.

La mia storia è un racconto difficile che ho deciso di condividere in parte. Con grande fatica mi sono armata di pazienza  e ho cercato le parole giuste per comunicare qualcosa che, mi appartiene, ma che potrebbe servire a molte donne. A tutte quelle donne che corrono schiacciate tra mille impegni quotidiani. A quelle donne che non hanno un attimo per se stesse prese dai figli, dal lavoro e dalla casa. A quelle donne che si mettono per ultime e non si ascoltano, perché è più facile non ascoltare le proprie necessità, così non ti fermi e non perdi il ritmo.

Se hai un mal di testa ti prendi una tachipirina, se hai un’ infezione fai un ciclo di antibiotico e per il resto c’è sempre tempo. Ma a volte quel tempo che credi di avere non c’è.

Il medico ti dice che sei stanca, che devi riposarti che i tuoi sintomi sono dovuti allo stress, ma se ti fermi e ti ascolti bene capisci: la stanchezza è una cosa, la malattia è un’altra e tu sai distinguerle.

Mi diceva sempre mia nonna: “Se a casa c’è un pezzo di carne buona deve mangiarlo la mamma, perché la mamma è il motore della famiglia”. Mia nonna era saggia. Prendersi quell’attimo per ascoltarsi e pensare alla propria salute non significa togliere qualcosa alla famiglia, bensì significa avere cura delle persone che ami mantenendoti in forze.

Ho deciso di raccontare la mia storia e di abbracciare e condividere il progetto del cardiologo che mi ha salvato la vita e mi ha dato la grande possibilità di vedere crescere i miei splendidi figli. Leggi il mio racconto difficile.